Riapre i battenti più bello che mai un locale storico a Firenze, con un nuovo nome, l’Officina Ferrucci, guidata da Moreno Baccello e dalla bella figlia Giulia, che torna ad aprire le sue porte su un crocevia tra Piazza Ferrucci e Via Giampaolo Orsini, da una parte una strada immersa nel via vai cittadino, dall’altra una piazza piena di verde su cui insiste un dehor e un patio, ideale per la stagione primaverile ed estiva, proprio per sottrarsi al traffico.

In inverno il locale si presenta come bar e pasticceria, ristorante per il giorno, raccolto, affascinante, glamour, luce soffusa e  musica soft, dal perfetto bien ètre di un’ospitalità che l’atmosfera rafforza, cucina toscana e proposte di pasticceria del peruviano Cesar Junin, gioco di consistenze, alternanza di sapori e presentazione perfetta nelle proposte, la cantina  molto ben costruita con etichette toscane.

Infatti, dietro il mondo dell’immigrazione c’è anche un altro mondo, fatto di sogni, di determinazione, di legalità e correttezza, passione e sacrificio, forse la strada più lunga, scadenzata da anni di duro lavoro dopo studio, esperienze e apprendimento, ed è quello di Cesar Junin, occhi e capelli neri, sorriso contagioso in una montagna di simpatia, parla con semplicità della sua sfida, che ha come obiettivo finale la sua grande passione per la cucina, in particolare la pasticceria italiana e peruviana, che ha appreso nel suo peregrinare, giorno dopo giorno, dal Perù alla Francia ed ora in Italia, a Firenze, dove si è fermato.

Mettono allegria solo a guardarli, i dolci di Cesar, con i loro strati di dolcezza, i colori, le forme, le stelle, e poi le bocche sensuali, piene di zucchero e vaniglia, mandorle e pinoli, gli alberi di natale ricoperti di cioccolata, i panettoni freschi, la voluttà sensuale del cioccolato artigianale che ci “apre” verso un mondo fatto di dolcezze, anche benessere puro, sicuramente il miglior modo per salutare l’inverno con un full immersion nella cioccolata artigianale, il prodotto che ti scalda il cuore, sensuale, morbido e voluttuoso, e Cesar inventa, modella, sbatte uova e seleziona canditi, lo zucchero è filante e la sfoglia è un velo e gli vedi negli occhi il ricordo vivo della mamma e della nonna, che gli hanno insegnato l’amore per la cucina e la pasticceria, loro sono lontane ma tanto vicine…

Ad entrare nella cucina di Cesar ci si sente in una favola, sembra di sentire lo Stregatto, e la favola di Alice nel Paese delle Meraviglie che si materializza: il Ghiro, il Cappellaio, il Bianconiglio, la Regina, una favola dolce e appagante, fatta di sogni e voluttà ed improvvisamente appare il regista, Cesar Junin, da dietro il suo maestoso banco da lavoro dove si inventa paste, brioches e bomboloni, torte e meringhe, sfoglie e babà e ci racconta del suo lungo viaggio, dal Perù alla Francia ed infine all’Italia, al ricongiungimento con la sua famiglia, un viaggio fatto di ricerca, di sapori, di scoperta.

“Sapeva che sarebbe stato sufficiente aprire gli occhi per tornare alla sbiadita realtà senza fantasia degli adulti.”

da Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll”

 

Press: Cristina Vannuzzi

Officina Ferrucci Bar Pasticceria  

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Piazza Ferrucci/ Via Giampaolo Orsini, 125, Firenze

Telefono:055 687788