Interwine China 2016 dal 20 al 22 maggio

International Wine & Spirits Exhibition (Interwine), è stata fondata nel 2005 a Guangzhou, Cina meridionale, e si è affermato in 10 anni come evento clou nel settore enoico per quanto riguarda i mercati del Far East e non solo.

L’attenzione per la crescente apertura del mercato cinese continentale e asiatico in generale, alla luce di del trend positivo riscontrato negli ultimi anni, conferma il bacino asiatico come un importante e strategico sbocco per il vino italiano. Fonti confermate di Wine Monitor-Nomisma dichiarano che con 1,84 miliardi di euro di vino importato nel 2015, la Cina è diventato il 4° mercato mondiale per valore del vino importato, dopo Usa, Uk e Germania. Nel giro di appena dieci anni, le importazioni di vino in questo grande mercato sono passate da 60 milioni di euro a 1,84 miliardi di euro, denotando una crescita del 2.941%. Inoltre, come da dichiarazioni Nomisma, con oltre 11 miliardi di euro di valore delle vendite, la Cina è altresì il secondo mercato al mondo (dopo gli USA) per consumo di vini rossi (ma il primo in quantità). Rispetto a cinque anni fa, la crescita delle vendite in valore di vini rossi è stata del 72%. Sebbene la Cina assorba appena il 2% dell’export di tutti i vini rossi Dop della Toscana (in valore), nel 2015 le esportazioni di vini rossi Dop toscani in Cina ha raggiunto gli 11,3 milioni di euro, denotando una crescita del 50% rispetto all’anno precedente e di ben il 2.688% rispetto a dieci anni prima.

In questa edizione la Cantina toscana L’Arco di Vinci ha voluto proporre, oltre alle degustazioni, una tecnica unica, di come il vino diventa Arte attraverso EnoArte, tecnica inventata dall’artista fiorentina Elisabetta Rogai nel 2010, e intervistata prima della sua partenza.

E’ la terza volta che vado in China, un Paese/Continente che mi affascina, diventato ormai un volano all’economia mondiale dove la classe alta/media è diventata artefice di un profondo cambiamento socio-culturale. Sono sempre sorpresa e affascinata dalla vita e dall’enorme movimento di gente che si vede nelle strade e l’interesse che il popolo cinese ha nei confronti degli italiani e dei nostri prodotti, del nostro Made in Italy che è ricercato, oltre che copiato, ed è diventato uno status symbol di classe, dal fashion al food, dall’edilizia alla musica, all’arte, al vino e soprattutto per la nostra cucina e, nel mio caso, riscontro un enorme entusiasmo e curiosità per la mia tecnica di dipingere con il vino, arte e tecnica che li fa assistere a bocca aperta mentre dipingo, e ho deciso, per questa edizione, di privilegiare soggetti di cavalli, che mi sono rimasti nel cuore dopo aver dipinto il Drappellone del palio di Siena 2015.

La Cina ci aspetta, perché, oltre ad essere il motore del business economico e finanziario mondiale è anche uno sconfinato serbatoio di start-up e nuove tendenze, una porta spalancata sul futuro.

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