Una sera….al Ristorante Corsini

aspettando la notte della grande boxe al Mandela Forum

 

Feste, cene, shopping, auguri veri o falsi, di cuore o di comodo, il mondo si ferma dietro al Natale, ai messaggio, ai cenoni ma ci sono anche i professionisti che guardano solo al loro lavoro, medici negli ospedali, la cura degli anziani, gli chef……ogni nostra gioia a tavola è cadenzata dal lavoro del personale e degli chef.

E Raffaele Petrucci, lo chef del “nuovo” Ristorante Corsini, contrariamente alle ormai innumerevoli ondate fusion, vegane, etc dimostra che il vero cool è tornare alle origini, mixare dettagli di cucina gourmet in una atmosfera calda e accogliente.

Di giorno il ristorante, con l’affaccio sull’Arno, è chiaro e luminoso, la sera invece lascia spazio all’intimità delle luci soffuse e lo chef, viaggiando tra risotti e cappellacci, filetti e pecorino, tartufo e crème brûlée crea una cucina che da vita ad una proposta gastronomica che attinge al dna, alla storia, bellissima, di una fetta di territorio nostrano, infatti lo chef pone sempre un prodotto dominante al centro del piatto a definirne l’identità, più due, massimo tre complementi vegetali-aromatici ad arricchirne, senza snaturarli, i sapori, di per sé esaltati da cotture essenziali.

E in questi giorni di grandi cenoni ecco che lo chef Raffaele Petrucci incontra un altro professionista che lavora, anche lui per le feste di Natale, il pugile kossovaro naturalizzato italiano Vigan Mustafà che si allena quotidianamente per l’evento della notte de La Grande Boxe a Firenze al Mandela Forum, il prossimo 2 febbraio per i cento anni dalla nascita di Nelson Mandela che lo vedrà combattere per il titolo Italiano.

Facendo una sosta gourmet al Ristorante Corsini Vigan Mustafà racconta la sua terra, la neve e i suoi cavalli così lontani, i ricordi dell’aria gelida e quasi ferma, miliardi di stelle e una gigantesca luna in un mondo magico dove le slitte ancora sono trainate dai cavalli, un altopiano selvaggio al centro della Serbia più profonda, un mare di neve per un salto nel passato, l’enorme distanza tra l’uomo e la natura, sentirsi circondati, assediati, dall’immensità dei boschi di abeti, larici, lecci e betulle che coprono le decine di colline del territorio del Parco Nazionale del Monte Golija dove ancora il lupo regna incontrastato.

 

Ristorante Corsini, Firenze – Lungarno Corsini, 36

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