FILIPPO COGLIANDRO

Il ritorno a Firenze de “La Cena della Legalità”

Educandato SS Annunziata

 

Incontro con Filippo Cogliandro, un uomo “libero” con la passione della cucina

 

Cene della legalità: di che si tratta e qual è lo scopo ?

 

In ottobre ritorno a Firenze, da dove sono partite le Cene…. la città bellissima che ho nel cuore, infatti sono stato invitato dal nuovo Presidente Lions Firenze Sesto Fiorentino, Roberto Casamonti, all’Educandato SS Annunziata, Istituto Statale.

PRESSPHOTO Firenze Educandato Statale della SS. Annunziata a Villa di Poggio Imperiale . Marco Mori/New Press Photo

PRESSPHOTO. EDUCANDATO STATALE SS. ANNUNZIATA, CENA DELLA LEGALITA CON LO CHEF FILIPPO COGLIANDRO. NELLA FOTO CON ROBERTO CASAMONTI E SOCI LIONS-Foto Umberto Visintini/New Press Photo

Filippo parlaci del Progetto de Le Cene della Legalità

Il progetto de Le Cene della Legalità, è nato a Firenze nel 2012, a seguito di una intervista, per raccontare la mia esperienza, per raccontare un periodo buio della mia vita che mi fa fatto capire che “il silenzio uccide” e che ho voluto far conoscere attraverso la cucina, la mia terra, il mio dolore, le mie paure, e poi il sostegno e l’amicizia con Don Luigi Ciotti, la mia grande brigata, il mio lavoro ed infine la solidarietà ricevuta, uno status che mi ha dato il coraggio di una scelta entusiasmante: “la denuncia come investimento per il proprio futuro”, anche perché, attraverso organi di stampa, si evince che i tentacoli della mafia si sono infiltrati nel settore della ristorazione ormai da anni con dei fatturati di miliardi.

Da Lazzaro ho spostato il mio Ristorante L’Accademia nel centro storico di Reggio Calabria, ma continuo a fare conoscere il mio progetto, che ho registrato, de “Le cene della Legalità”, progetto che è diventate un riferimento reale in tutta Italia, in Europa e anche in giro per il mondo, dove vado, a titolo gratuito.

Tu sei calabrese: che rapporto hai con la tua Regione e soprattutto con la sua cultura e mentalità?

Il mondo del food, in questo momento, “va di moda” ” è gestito da chef ormai diventati attori o….comparse……sgomitando verso la TV pur di assumere per poche ore l’ambito status di uno scoop giornalistico. Senza dimenticarne un importantissimo risvolto: il rapporto fra le due funzioni complementari di chi cucina, il «desiderio di capire» e la «passione di trasmettere».

Invece il vero amante della tavola vuole “ gustare un territorio” lo vuole conoscere attraverso i prodotti, i sapori, i profumi ed i suoi colori. Per questo, noi cuochi calabresi, dobbiamo imparare a comunicare ed essere ambasciatori del nostro territorio.

In questo momento la Calabria ha bisogno di professionalità che dirottino la comunicazione su argomenti diversi: non si può solo parlare di mafia e ndrangheta, è arrivato il momento di parlare di arte, cultura, storia e cucina e combattere la mentalità gretta e retrograda attraverso tali argomentazioni.

Il San Giorgio d’oro quale “Ambasciatore dei Sapori, dei Colori e della Creatività della Calabria”.

Il 23 aprile 2018 ho ricevuto il premio San Giorgio d’oro dalla città di Reggio Calabria come “Ambasciatore dei sapori, dei colori e della creatività della nostra terra”, che sono i tratti distintivi del mio estro culinario.

Una ricetta per la Calabria

Cambiare pagina, aprirsi al mondo che corre a velocità pazzesca……ti faccio un esempio, io ho una brigata composta da sei elementi, uno è del Gambia, un altro del Senegal, sbarcati sulla costa calabrese qualche anno fa. Erano minori e ne ho chiesto l’affidamento. Sono cresciuti e prima li ho inseriti in azienda come apprendisti, ora sulla loro busta paga c’è scritto aiuto cuoco. Capisci quello che voglio dire? La Calabria adesso ha bisogno di un nuovo respiro, argomenti nuovi che non siano solo la ndrangheta. Bisogna   parlare di arte, cultura, storia e cucina. Così si cambia pagina. E questa è la migliore delle ricette.

Quanto influiscono le tue origini?

Io mi definisco un uomo “libero” con la passione della cucina.

Il mio mare, la mia terra, i ricordi, la mia vita tutti insieme sono la mia cucina, un insieme armonioso di emozioni e ricordi, volontà e creatività, passione e sacrificio, un lavoro che scegli, un lavoro che ti sceglie…

Crediti ph: Stefano Mileto

http://www.laccademia.it